Social Mente


Riprendo il video andato in onda ad Annozero.

Sul nucleare gli italiani si sono espressi 25 anni fa, ma la sovranità popolare – tanto invocata per giustificare l’intenzione di mantenere in vita il governo e i suoi rappresentanti, tanto strumentalizzata per attaccare i “giudici politicizzati” – in questo caso non conta nulla.

 

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Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura.

[Traduzione tratta da Wikiquote.]

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Forse aveva ragione l’Agente Smith: gli esseri umani sono l’unica specie sul pianeta a non essere eco-compatibile.

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Pubblico l’esito del voto sulla mozione di sfiducia al Sindaco di Palermo, Cammarata. Ringrazio Fabrizio Ferrandelli che l’ha reso noto su Facebook.
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Ecco la lista della vergogna: nomi dei consiglieri e di voto della mozione di sfiducia a Cammarata!
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Italia dei Valori Capogruppo Ferrandelli Fabrizio si
Bonfanti Gaspare Elio si
Mattaliano Cesare assente
Ribaudo Angelo si
Scavone Aurelio si

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PDL-Popolo delle Libertà Capogruppo Tantillo Giulio no
Calò Salvatore no
Campagna Alberto no
Drago Sebastiano no
Italiano Salvo no
Lombardo Giovanni no
Miceli Maurizio no
Milazzo Giuseppe no
Moschetti Nunzio no
Munafò Giovanna no
Orlando Francesco no
Piampiano Leopoldo no
Vallone Pietro assente

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Partito Democratico Capogruppo Filoramo Rosario si
Alotta Salvo si
Faraone Davide si
Furceri Salvatore si
Orlando Salvatore assente
Pellegrino Maurizio assente
Tanania Vincenzosi
Terminelli Ninni si

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U.D.C. Capogruppo Ribaudo Doriana no
Bottiglieri Orazio no
Di Maggio Giovanni no
Gennaro Giusto no

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PDL-Sicilia Capogruppo Agnello Manfredi si
Ficarra Elio si
Greco Giovanni assente
Inzerillo Gerlando si
Lo Giudice Salvatore si
Mineo Rosario si

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Movimento per L’Autonomia Capogruppo Russo Girolamo si
D’Arrigo Leonardo si
D’Azzò Girolamo assente
Oliveri Sandro si
Trapani Ivan assente

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Gruppo Misto Capogruppo Mirabile Salvatore no
Di Franco Luigi no
Fraccone Filippo no
Palma Onofrio no
Tamajo Edmondo no

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A.P.I. Alleanza per l’Italia Capogruppo Genova Agostino no
Di Gaetano Vincenzo no

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UN’ALTRA STORIA Capogruppo Spallitta Nadia si
Monastra Antonella si

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Se qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei trovata d’accordo con Fini, mi sarei messa sicuramente a ridere e avrei scrollato le spalle di fronte a un’affermazione priva di fondamento.

Invece, con mia sorpresa, devo ammettere che accade.

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Mi colpisce in particolare il fatto che Fini ripeta spesso “Ma che c’entra…” ribattendo alle risposte/slogan di Bondi; le espressioni del viso mi sembrano estremamemte eloquenti per entrambi.

Trovo inaccettabile che Bondi dichiari con convinzione che è necessario esprimere sostegno e solidarietà verso gli inquisiti eccellenti e che Fini tenti di assecondarlo. Avevo già notato da tempo la moda di dichiarare solidarietà agli indagati, purchè politici, cardinali o affini: adesso mi sembra che questa abitudine abbia uno scopo strategico, ovvero far passare il messaggio che gli inquisiti sono tutti dei poveri perseguitati dai magistrati.

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Scrive Aldo Forbice sul Giornale di Sicilia online di venerdì 11/06/2010:

La questione delle pensioni delle donne del pubblico impiego a 65 anni sta scatenando un putiferio. […] Gli argomenti? Sono i soliti che vengono snocciolati da molti anni: il doppio lavoro (impiego-casa) che penalizza le donne, la mancanza di servizi per alleviare il carico delle lavoratrici madri (carenza di asili nido, ecc.). Tutti problemi assolutamente veri. Ma servono ancora oggi questi argomenti per continuare a giustificare la fuoruscita dal lavoro delle donne statali (quasi tutte occupate dietro una scrivania o una cattedra) cinque anni prima degli uomini? […] c’è un argomento chiave, a cui fa riferimento l’inflessibile commissaria Reding, che va considerato: perché le donne devono essere discriminate anche nella previdenza? E poi siamo proprio sicuri che tutte le donne siano felici di smettere di lavorare prima degli uomini, soprattutto nel pubblico impiego? Infatti, il problema dei servizi carenti vale prevalentemente per le donne giovani che decidono di diventare madri, ma quando si arriva a 60 anni, già nonne e comunque più libere da impegni familiari (i figli sono adulti, spesso già sposati con prole) rischiano di annoiarsi e spesso si limitano ad accompagnare i nipotini a scuola o prendersi cura degli anziani.

Questa visione delle cose non poteva che appartenere a un uomo: le donne possono essere discriminate in tutto, fuorchè nella previdenza. Possono percepire stipendi più bassi e sottoporsi a stress per seguire adeguatamente la famiglia e la professione, dividendosi tra le camicie da stirare, i bambini da accompagnare, e i doveri professionali (che ovviamente sono quelli di chi sta dietro una cattedra o una scrivania, come se queste fossero automaticamente professioni “riposanti”), ma almeno potranno dire a testa alta di non essere discriminate nella previdenza.

Ma certo, dobbiamo lasciare le donne al lavoro per non farle annoiare, poverine… Al posto loro, ci saranno anche molti servizi sociali per assistere i nipotini e gli anziani, di cui di solito si occupano le nonne. E purtroppo dovranno chiudere i numerosi circoli di bridge che riuniscono le pensionate troppo giovani e annoiate.

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Qual è il fondamento di uno Stato di diritto?

Sì, è vero, ci possono essere molte risposte, in funzione di diverse prospettive: la mia intenzione però è quella di fare un discorso terra terra, perciò  parto dal presupposto che il fondamento di uno stato di diritto sia il Diritto, cioè l’insieme delle leggi e delle norme che organizzano la vita  delle persone che appartengono a una data comunità. Se si stravolge il Diritto, la struttura sociale risulta altrettanto stravolta: ed è un buon modo per realizzare un golpe, magari facendosi forti del mandato della “sovranità popolare”.

Art. 6-ter del DDL intercettazioni (“Ddl Camera 1415-A – Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”):

6. Dopo il comma 6-bis dell’articolo 114 del codice di procedura penale, è inserito il seguente:

«6-ter. Sono vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali loro affidati.

Indicazioni del Piano di Rinascita Democratica della P2:

a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono:

– la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
il divieto di nominare sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari

Le istituzioni sono fatte di persone: i membri della P2 sono rimasti al loro posto e anzi, come nel caso di Berlusconi, hanno fatto carriera. Il popolo italiano sembra non avere anticorpi per contrastare questo genere di attacchi, per ragioni che possono essere molto diverse. Personalmente mi ritrovo a riflettere su questo scempio premeditato, abilmente nascosto dietro scandali e dichiarazioni a effetto che funzionano come il flash del fotografo che ti abbaglia e ti distrae mentre qualcuno ti ruba il borsellino, e oscillo tra l’indignazione e la rassegnazione.

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