Notizie al volo


Dopo le affermazioni al congresso dei Cristiani Riformisti, arriva un nuovo attacco di Berlusconi alla scuola pubblica, stavolta per mezzo di un messaggio inviato a una riunione dell’Associazione delle mamme a Padova:

Abbiamo tutelato la famiglia con i bonus bebè, il piano casa, gli affitti agevolati per le giovani coppie, la riduzione dei costi scolastici e il bonus per la scuola privata perchè i genitori possano scegliere liberamente quale educazione dare ai loro figli, e sottrarli a quegli insegnanti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia.

Intanto crescono i ricorsi contro le manovre illegittime del Ministero dell’Istruzione (forse Gelmini e collaboratori sono convinti, con Orwell, che l’ignoranza sia forza: ma forza di chi?).

Le ulteriori dichiarazioni di Berlusconi non fanno che confermare questa irrefrenabile corsa al delirio manipolativo. Quest’uomo è riuscito a far credere a tutti di essere il centro del mondo: è riuscito a dare alla politica italiana una connotazione personalistica, basata sul banale “o con me o contro di me”, cancellando (con la complicità delle opposizioni, che sono cadute in pieno in questa trappola) qualunque argomento o contenuto realmente politico e di sostanza.

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Mi sembra che la situazione italiana non abbia paragone nel mondo: la definirei kafkiana, con l’impossibilità crescente di distinguere il reale dall’irreale.

Ognuno di noi porta avanti la propria giornata come meglio può, e i problemi da superare ogni giorno sono così pressanti da non lasciare spazio alla Politica, cioè alla partecipazione sociale e civile di tutti e di ciascuno.

 

 

A che punto stiamo arrivando?

Ho scovato in rete un testo attribuito a Noam Chomsky (definito come “neurolinguista”, cosa che non mi pare sia vera), che elenca le dieci strategie utilizzate (da chi?) per “drogare le nostre menti”:

1 – La strategia della distrazione.

L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione.

Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità.

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire.

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione.

Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità.

Far sì che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità.

Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 – Rafforzare il senso di colpa.

Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca.

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca se stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su se stessa.

Pur condividendo lo spirito del testo, mi lascia sempre un po’ perplessa l’idea di una sorta di regia occulta che gestisce le masse in funzione di un proprio segreto tornaconto. Lo stesso sito, nel settembre 2010, pubblicava lo stesso articolo con un altro titolo, e in questo caso indicava la fonte (in italiano, qui).

Raccolgo e diffondo l’appello di Michele Santoro pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano:

Cari amici, sono di nuovo costretto a chiedere il vostro aiuto. Giovedì 23 settembre alle ore 21.00 è prevista la partenza di Annozero ma la redazione è tornata al lavoro da poche ore e con grande ritardo, i contratti di Travaglio e Vauro non sono ancora stati firmati e lo spot che abbiamo preparato è fermo sul tavolo del Direttore Generale .

Tuttavia, se non ci sarà impedito di farlo, noi saremo comunque in onda giovedì prossimo e con me ci saranno come sempre Marco e Vauro.

Vi prego, come avete fatto con Rai per una Notte, di far circolare tra i vostri amici e tra le persone con cui siete in contatto questo mio messaggio avvertendoli della data d’inizio del programma.
Nelle prossime ore vi terrò puntualmente informati di quanto avviene.

Un abbraccio

Michele Santoro

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Il CSA di Palermo (“Provveditorato agli Studi”) ha pubblicato ieri il calendario delle convocazioni per le supplenze annuali relative all’anno scolastico che sta per iniziare.

Nel documento si può leggere:

OGGETTO: Calendario delle convocazioni per la stipula di contratti a tempo determinato per l’a.s. 2010/2011 ai docenti di Scuola dell’Infanzia comune e di Scuola Secondaria di II^ grado e specializzati di SOSTEGNO inclusi nelle GRADUATORIE AD ESAURMENTO e avviso agli insegnanti di sc. primaria e personale educativo.

L’avviso agli insegnanti menzionato in oggetto riporta:

Complimenti signora Gelmini, è riuscita ad azzerare il fabbisogno di insegnanti nella scuola primaria, continuando non solo a sentirsi la coscienza a posto nel lasciare senza lavoro migliaia di persone e senza insegnanti migliaia di alunni, ma perfino a sentirsi orgogliosa di aver insultato i precari rifiutando di incontrarli e definendoli strumentalizzati dalla politica. Forse lei, quando fa le riforme epocali, non fa politica.

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Il disastro etico è sotto gli occhi di tutti. Quel che stupisce è la rassegnazione generale. La mancata indignazione della gente comune. Prevale la “morale fai da te”: è bene solo quello che conviene a me, al mio gruppo, ai miei affiliati.

[…]

Una concezione padronale dello Stato ha ridotto ministri e politici in “servitori”. Semplici esecutori dei voleri del capo. Quali che siano. Poco importa che il Paese vada allo sfascio. Non si ammettono repliche al pensiero unico. E guai a chi osa sfidare il “dominus” assoluto.

Chi lo dice? Famiglia Cristiana.

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