Tempo addietro ho trovato in rete questa lettera aperta al ministro Gelmini che mi sembra assolutamente idonea a illustrare gli effetti della riforma dell’università, soprattutto nel passaggio in cui dice

Non entro nel merito degli effetti congiunti del suo DdL e dei tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario all’Università, perchè se lo facessi dovrei concluderne che il governo ha in mente un progetto antropologico regressivo per il popolo italiano.

La riforma della scuola di base sognata da Valentina Aprea va nella stessa direzione, ma a ulteriore dimostrazione della fondatezza di questo timore arrivano le dichiarazioni del ministro Sacconi:

I giovani, ha detto Sacconi parlando su radio Rai 1, “sono certamente particolarmente esposti alla disoccupazione soprattutto perché pagano il conto di cattivi maestri e qualche volta di cattivi genitori, perché distratti e cattivi maestri che li hanno condotti a competenze che non sono richieste dal mercato del lavoro“.

A parte la sintassi approssimativa, vale la pena ricordare il modo in cui Sacconi ha commentato le manifestazioni degli studenti, culminate con gli scontri con la polizia:

Siamo in presenza di una violenza vergognosa che non ha dignita’ politica. E’ una violenza che merita solo una parola: repressione“.

Ora tutto è chiaro: l’intenzione politica profonda è quella di cancellare la parità tra cittadini, magari di ripristinare le caste in base al censo (o all’appartenenza politica), soprattutto per quel che riguarda l’uguaglianza davanti alla legge. I commenti all’articolo che riporta le dichiarazioni di Sacconi sono illuminanti, perchè permettono di capire immediatamente quanta strada è già stata percorsa nella realizzazione del progetto antropologico regressivo, con un particolare grazie alla Lega.

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