Un omaggio a Rino Gaetano per aprire un post che dedico a tutte quelle piccole cose che ormai sembrano aver preso tanto piede da non poter più essere eliminate, ma che mi danno un fastidio profondo.

In cima alla mia lista di cose insopportabili c’è sicuramente la lingua italiana assassinata, con tutti gli errori come “affianco” invece di “a fianco“, “centra” invece di “c’entra“, per non contare gli apostrofi messi a casaccio e le infinite variazioni sulle coniugazioni dei verbi, gli accenti, i vari “la“, “l’ha“, “” che per molti rimangono oscure varianti grafiche di uno stesso suono o una simpatica musichetta per bambini. Sull’uso della punteggiatura non oso nemmeno addentrarmi.

Al secondo posto di questa lista ci sono i giornalisti che non fanno le domande e che accettano le non risposte. A pari merito colloco i giornalisti televisivi che pronunciano un inglese pessimo, mettono gli accenti a caso (ho visto servizi in cui è stato detto Bàrack Obama e anche Baràck Obama, così come viene viene), leggono malissimo, non conoscono la punteggiatura e quindi collegano le parole in modo incomprensibile, prolungano le lettere finali come se ciò rappresentasse un’eleganza della dizione e trascinano frasi e parole, nell’identica convinzione che ciò sia indice di professionalità avanzata.

Al terzo posto metto la maleducazione. Che si manifesti attraverso una mail in cui non compare nemmeno l’ombra di un saluto, attraverso l’auto parcheggiata in doppia fila, attraverso l’entrare in un ufficio giusto perchè la porta è aperta, o in uno qualunque dei tanti modi che la gente riesce a trovare per manifestare maleducazione, non fa differenza. Mi sembra che si diffonda l’idea che gli altri non vanno rispettati se non sono tuoi parenti stretti (e forse nemmeno in questo caso), ma che debbano essere usati: e se ciò fosse vero, ci sarebbero implicazioni gravissime.

Comunque, non li sopporto più.


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