Care persone che insegnate,

non importa se al nido o all’università o anche oltre, fuori dai percorsi istituzionali dell’istruzione, dedicando tempo ed energie alla crescita di altre persone, adulti, ragazzi, bambini, è a voi che oggi desidero rivolgere un appello.

Lo so che si è cercato di demotivarvi in ogni modo verso il vostro lavoro, con strumenti subdoli e nascosti, come ad esempio riducendo sempre più il vostro prestigio sociale ed economico, creando condizioni di lavoro sempre più pesanti e di difficile gestione, chiedendo al tempo stesso un impegno sempre maggiore e imponendo tagli di risorse che di necessità impoveriscono, in senso letterale e metaforico, la qualità del lavoro ed i suoi risultati.

E tuttavia credo che tutto ciò avvenga per paura del vostro grande potere. Voi potete entrare in contatto diretto con la mente e il cuore dei vostri allievi, non importa che età abbiano: e questo significa che avete il potere di cambiare le persone.

Non arrendetevi quando vi viene chiesto di fare qualcosa senza darvene gli strumenti, non arrendetevi alla stanchezza, al malumore, alla delusione, alla fatica; smettete di inseguire programmi e programmazioni; accogliete le persone di qualsiasi età che avete di fronte e aiutatele a trovare la loro strada, a pensare con la propria testa, a creare il proprio futuro. Questo è il vostro potere, e vi chiedo di non abbandonarlo, di non farvi sconfiggere da un sistema che non vuole cittadini, ma masse informi e obbedienti come greggi.

Ad un tratto mi resi conto che trasmettere abilità rende abili, che trasmettere intelligenza rende intelligenti, che trasmettere speranza aumenta la speranza. Cominciai a insegnare per questo: per togliere l’opaco dagli occhi dei miei allievi.

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