Dietro gli slogan, le solite prassi: rimando all’interessante articolo di Tommaso Cerno sulle abitudini sprecone delle amministrazioni gestite dalla Lega.

Dalle scuole di dialetto alle penne che spruzzano estratto di pepe rosso (a scopo di difesa personale), dagli arredi da molte migliaia di euro ai fumetti di storia pieni di errori e omissioni, fino alle eleganti divise per guardie padane ultrasessantacinquenni, ai doppi e tripli incarichi degli amministratori, alle campagne elettorali gestite sui portali ministeriali e agli incarichi a gestione familiare (ambito in cui non solo la Lega sa eccellere): tutto un fluire e un fruire di denaro pubblico ben nascosto in pieghe di bilancio sotto voci come “cultura, prodotti locali e sicurezza”.

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