“Quel che volevo dire è che c’è la guerra” disse Parsons.

E come a conferma di quella frase, uno squillo di tromba partì dal teleschermo proprio sopra le loro teste. Non era, tuttavia, l’annuncio d’una vittoria militare, ma soltanto una comunicazione del Ministero dell’Abbondanza.

“Camerati!” gridò una giovane voce di donna. “Attenzione, camerati! Abbiamo meravigliose notizie per voi. Abbiamo vinto la battaglia per la produzione! Completati ora i calcoli delle eccedenze di tutte le classi di prodotti di consumo, siamo in grado di annunziare che il livello della vita è salito di non meno del 20 per cento rispetto all’anno scorso. In tutta Oceania ci sono state manifestazioni spontanee di lavoratori in marcia fuor dalle fabbriche e dagli uffici, osannanti lungo le strade, con le bandiere in testa, un segno di gratitudine al Grande Fratello per la nuova, felice esistenza che la sua oculata guida ha reso possibile per noi. Ecco alcune delle cifre pervenute: cibarie…”

La frase “la nuova, felice esistenza” ricorreva spesso. Una civetteria particolare del Ministero dell’Abbondanza. […]

Winston […] prestava attenzione solo a ciò che fluiva dal teleschermo. Sembrava vi fossero state dimostrazioni di gratitudine al Grande Fratello per aver aumentato la razione del cioccolato a venti grammi la settimana. E soltanto ieri, Winston riflettè per un momento, era stato annunciato che era stata ridotta a venti grammi la settimana. Era possibile farla andar giù dopo appena ventiquattr’ore? Sì, l’avevano mandata giù tutti. […] Era rimasto dunque soltanto lui in possesso della memoria?

George Orwell, 1984, Mondadori – Capitolo 5

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