Ieri Berlusconi ha parlato al Giornale Radio 1 della RAI e le sue parole sono state riprese anche da un servizio del TG2 delle 20,30, intitolato “Il Premier: violata la legge”. Berlusconi si dice “scandalizzato” per l’inchiesta di Trani, quindi aggiunge:

Non sono affatto preoccupato, perchè è un diritto del Presidente del Consiglio di parlare al telefono con chiunque, senza essere intercettato, anche surrettiziamente come è avvenuto qui.

Interessante citazione di un diritto inedito e interessante nesso di causa – effetto tra il non essere preoccupato e il presunto diritto.  Ma Berlusconi prosegue:

C’è un gioco sempre più scoperto e sempre più pericoloso che vede alleati la sinistra, i suoi giornali, e i magistrati politicizzati di sinistra.

Questa filastrocca ce la sentiamo ripetere da anni: qualcuno ci crede ancora? Perchè dobbiamo ancora sentire parlare di giudici politicizzati, quando in realtà il Parlamento è pieno di gente condannata? La giustizia si è politicizzata o la criminalità si è fatta strada nella politica? Anche la storia del complotto, del “preciso disegno”, è vecchia, trita e ritrita… Ma è solo ascoltando Lupi, nel servizio del TG2 (stessa data e ora) intitolato “Lo scontro politico sulle intercettazioni”, che ci si rende conto di quanto siamo immersi in una deformazione grave della realtà:

Al peggio non c’è limite. Adesso scopriamo che anche esprimere la propria opinione, che credo sia poi l’opinione di tutti e dei tanti cittadini che più volte hanno chiesto, come il Presidente del Consiglio, che il servizio pubblico faccia il servizio pubblico, abbiamo scoperto che questo adesso per i PM di Trani è un reato.

Sembra di essere nella fiaba I vestiti nuovi dell’imperatore. Questa realtà millantata, falsa, deformata, contrabbandata via televisione e rotocalchi, occultata, delirante, costruita ad arte come uno spot pubblicitario, ci circonda da ogni lato, in modo da sospingerci a perdere il contatto con la realtà vera e concreta.  Vuol darci a intendere che se la qualità della nostra vita è così bassa, se il nostro portafogli è vuoto, se perdiamo il lavoro, la colpa non è del sistema e della politica del presunto “fare”, ma è colpa nostra, che non abbiamo saputo “fare” bene. Se la scuola deve chiedere contributi ai genitori, la polizia non ha benzina per le volanti, intere regioni franano sotto la pioggia, la colpa non è di un sistema che vede le opere pubbliche come facile modalità per arricchirsi a discapito della collettività, di un sistema che antepone il vantaggio privato e personale al bene collettivo, ma di qualcosa avvenuto “prima”, in un imprecisato passato che ha lasciato una “pesante eredità”.

Ci sono coloro che cadono nell’inganno e sono in buona fede, ci sono quelli che sorreggono l’inganno perchè pensano di poter sfruttare la situazione a proprio vantaggio (e anche Concita De Gregorio si è recentemente espressa su questo tema), ma la domanda che mi assilla da anni è: perchè sono così pochi quelli che gridano che “il re è nudo”? Perchè nessuno smonta questo meccanismo che tiene sotto incantesimo gli italiani? Per quale motivo dobbiamo continuare a sentire versioni distorte dei fatti, come quella offerta da Lupi nel servizio al TG2, senza che nessuno interrompa e ribatta che no, fare pressioni al telefono NON significa esprimere un’opinione sul servizio pubblico?

Una delle possibili risposte non mi piace affatto: all’epoca di Tangentopoli, molta gente dalle mie parti si lamentava perchè “eh sì, si sapeva che bisognava ungere i politici, ma ormai il lavoro che c’era all’epoca ce lo possiamo scordare”. Un’altra possibile risposta è che in fondo l’Italia è sempre stata il Paese dei furbi, e anche questa non mi piace. Una terza risposta (e anche questa non mi piace) è che l’Italia è il Paese delle caste, dei privilegi, degli amici degli amici, che non è mai uscita dal medioevo e che quindi ammicca a tutti quelli che lasciano intendere di essere disposti a fare qualche favore, in cambio di un “misero” voto, o a tutti quelli che parlano a nome di Dio. A pensarci bene, d’altro canto, gli italiani hanno saputo restare sotto l’incantesimo fascista per vent’anni, e qualcuno ne è affascinato ancora adesso.

Tutto questo non mi piace, perchè non mi dà speranza per il futuro. Ma spiega anche perchè quelli che invece gridano che il re è nudo vengano visti come il fumo negli occhi e trattati come appestati: loro potrebbero romperlo, l’incantesimo. Magari.

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