Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi.

I fiori profumati sono nostri fratelli, il cervo, il cavallo, il grande condor, questi sono nostri fratelli.

Le creste rocciose, gli spiriti dei prati, il calore del corpo del pony, e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.

Così quando il Grande  Capo di Washington ci fa sapere che desidera comprare la nostra terra, ci chiede tanto.

[…]

Per noi la terra è sacra.

Noi siamo felici nei boschi e sui torrenti che scorrono veloci.

L’acqua che pulsa nei ruscelli non è acqua, ma il sangue dei nostri antenati.

Se vi venderemo la terra, dovrete ricordarvi che essa per noi è sacra, e dovrete sempre insegnare ai vostri figli che essa è sacra.

[…]

Se vi venderemo la nostra terra, dovrete ricordare e insegnare ai vostri figli, che i fiumi sono nostri fratelli, e i vostri, e voi dovrete d’ora innanzi trattare i fiumi con la stessa gentilezza con la quale trattereste un vostro fratello.

[…]

L’uomo bianco non capisce.

Per lui ogni pezzo di terra è uguale a un altro, poichè egli è un vagabondo che arriva di notte e prende dalla terra tutto ciò di cui ha bisogno,

La terra non è sua sorella, ma il suo nemico, e quando nella lotta risulta vincitore, se ne va.

[…] tratta sua madre la terra e suo fratello il cielo alla stregua di cose da comprare, depredare, e vendere come si fa con le pecore, il pane o le perline luccicanti.

In questo modo, i cani dell’avidità divoreranno la fertile terra e lasceranno solamente un deserto.

L’uomo bianco è come un serpente che si mangia la coda per vivere. E la coda diventa sempre più corta.

Dal discorso di Capo Seattle all’inviato di Washington che annunciava l’intenzione di spostare le tribù nelle riserve, 1853.

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