Ogni giorno migliaia di persone si alzano alla stessa ora, si mettono in auto alla stessa ora, arrivano al lavoro alla stessa ora, poi compiono il percorso inverso, sempre alla stessa ora.

Mi chiedo cosa potrebbe pensare un alieno che spiasse la terra col suo potente telescopio, nel vedere questi fiumi di gente incolonnati nel traffico delle ore di punta: “la stessa ora” per tutti. Mi chiedo anche se sia giusto vivere così, come rotelline di un immenso ingranaggio di cui non siamo consapevoli ma che contribuiamo a tenere in movimento, senza nemmeno sapere o poter capire a che serve questo meccanismo così vasto.

Forse il meccanismo è finalizzato solo ad autoperpetuarsi, mentre noi poniamo la nostra vita al suo servizio, nella convinzione di stare facendo qualcosa per noi stessi. Guardo i palazzi intorno al mio, la sera, vedo il luccicare delle televisioni dietro le tende e poi, una alla volta, le case alveare diventano buie, finchè alla stessa ora tutti stanno già dormendo… tranne me.

Ovviamente, si deve lavorare per vivere. Tutto sta nel significato che si vuol dare al verbo “vivere”.

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