Nel 1970 Renzo Giovampietro e Mario Prosperi realizzarono un film, “Il governo di Verre“, già spettacolo teatrale, ispirato alle “Verrine”, i discorsi di Cicerone nel processo a Verre, governatore corrotto e nepotista della Sicilia.

I due autori immaginano un dialogo tra Ortensio Ortalo, difensore di Verre, e Cicerone:

Ortensio: Tu, Cicerone, ti meravigli che io abbia accettato la difesa di Verre, e ti capisco. Anche altri mi pongono la stessa domanda; e darò anche a te la stessa risposta… Premetto che Verre, personalmente e visceralmente, mi ripugna: ripugna al mio senso morale, al mio senso politico, al mio senso estetico… Avrei impedito, se avessi potuto, i progressi della sua carriera politica; e rabbrividisco che un uomo così possa raggiungere il consolato. Tu mi conosci abbastanza da poter immaginare la nausea che mi dà il suo corteggio di concubine, di eunuchi, di mimi, di citariste, di lenòni, di erboristi e procacciatori di pozioni inebrianti, di ricattatori, di parassiti…

Cicerone: … E di assassini. E tra questa gente sceglieva gli esattori delle imposte, i comandanti militari, i sacerdoti… Per lui la pubblica funzione non fu mai che una burla, il denaro pubblico fu una rendita privata, la moralità fu oggetto di scherno, e, se si eccettua la sua infatuazione… cleptomanica per le opere d’arte… la sua cultura è quella di un gladiatore o di un lenòne.

Ortensio: […] La sua carriera è finita. E tuttavia… condannare Verre come esigono i Siciliani implicherebbe un giudizio di immoralità che come un fuoco al soffio della demagogia investirebbe tutte le istituzioni dello stato: e in primo luogo il senato, che è il presidio della libertà e delle leggi. […] Verre non è che un pretesto per perseguire altre ambizioni, fuochi impuri che […] avranno per vittima la libertà. […] Sta a noi impedire che sia tolta ai cittadini.

Cicerone: Ma a me pare, Ortensio, che sarebbe un disonore mortale per il senato un’assoluzione di Verre: sarebbe… come se il senato se ne attribuisse le colpe, le giustificasse; e stabilisse un precedente orribile che pretendesse di legittimare ogni abuso. E’ solo una condanna di Verre che può salvare le istituzioni, che può ridare fiducia agli alleati.

La fonte del dialogo è in Il latino e l’Europa. Guerra e pace. Per le Scuole superiori, di Nicola Flocchini e Piera Guidotti Bacci, Bompiani (pag. 96). Cicerone vinse la causa, raccogliendo testimonianze e prove tali da indurre Verre a rinunciare del tutto a una difesa: dopo un solo giorno dall’inizio del processo, Verre scelse l’esilio.

Meno male che sono passati circa 2000 anni e non ci sono più in giro persone come Verre, soprattutto in Sicilia…

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