Sto cercando di capire se e come cambiare impostazione a questo blog.

Per ora sto meditando sul fatto che i bambini – e probabilmente ognuno di noi da bambino – commettono quell’errore di attribuzione, in base al quale si pensa che gli altri abbiano le stesse convinzioni che abbiamo noi: che sperimentino, pensino, sentano, esattamente come noi. A volte anche da adulti continuiamo a commettere questo errore di attribuzione, e quando scopriamo che le cose non sono esattamente come ce le aspettavamo, diciamo che ci sentiamo “traditi”, “delusi” e “ingannati”. Fin qui niente di nuovo, nemmeno a proposito del fatto che, se evitassimo di crearci aspettative poco realistiche, potremmo evitare anche le conseguenti “delusioni”.

Il passo avanti (per me) è un altro. Nel senso che un’altra esperienza comune è quella di credere di essere i primi e gli unici a stare sperimentando qualcosa: che si tratti di un’emozione, di una intuizione su come funziona il mondo, della comprensione di qualcosa, ognuno ha l’impressione di essere il primo e l’unico a stare “scoprendo” quel qualcosa. E’ un p0′ come se ognuno di noi fosse il primo esploratore dell’esistenza, portato a ignorare il fatto che ciascuno degli altri esseri umani al mondo lo è altrettanto.

Perciò raccontiamo la nostra storia senza accorgerci che è identica alla storia dei nostri genitori: che è  tessuta delle stesse emozioni, delle stesse intuizioni, delle stesse comprensioni. E’ come se ogni essere umano, con la propria storia, raccontasse e si sentisse protagonista della storia di ciascun altro: è essere un singolo individuo e una collettività insieme, è essere presente e storia insieme. E’ sentirsi il mondo in tasca, a vent’anni, ignorando il fatto che anche per gli altri ventenni è così, che è stato così anche per i miei genitori, che sarà così anche per mio figlio… Ognuno di noi è Cristoforo Colombo nella sua vita, e esattamente come Cristoforo Colombo non scopre nulla, ma semplicemente trova qualcosa che esisteva già molto prima che lui vi posasse sopra occhi, piedi e mani.

Questa è ovviamente un’astrazione: per l’appunto, una riflessione che prescinde dalle singole eccezioni e dai singoli vissuti.

Annunci