Qualche giorno fa ho notato che non riuscivo a inviare messaggi di posta elettronica dal mio indirizzo abituale. Ho pensato dapprima a un guasto, e ho atteso un paio di giorni, senza che il problema si risolvesse; così mi sono decisa a chiamare il servizio assistenza, senza sapere che mi stavo imbarcando in un’impresa eroica.

Dopo innumerevoli tentativi (la comunicazione veniva chiusa perchè gli operatori erano tutti occupati, per “evitarmi il disagio dell’attesa” – ma non quello di dover richiamare) finalmente riesco a parlare con un operatore.  Costui, scortese e poco gentile, ignora le mie informazioni sui messaggi di errore che ricevo e ripete con arrogante insistenza che devo fare come dice lui. Mi fa perdere più di mezz’ora in inutili manovre sull’account di posta elettronica, poi mi annuncia, in tono esultante, che in realtà il mio account è stato chiuso perchè io invio spam.

Sorvolo sulla mia reazione a dir poco furiosa a questa affermazione, e salto rapidamente alla conclusione: il gestore del servizio (alice.it) ha deciso che io sono uno spammer, mi ha bloccato l’invio della posta e non mi ha nemmeno detto niente. Per risolvere il problema ho dovuto seguire una procedura indicata sul sito, nella sezione Assistenza, per trovare la quale ho dovuto perdere letteralmente un pomeriggio al telefono con il 187 (con diversi operatori, anche a causa del fatto che la linea cadeva).

Ho detto all’operatore del 187 che intendevo reclamare formalmente per questo grave disservizio, ma mi è stato risposto che il 187 può solo ricevere le segnalazioni dei guasti. Sul sito di Alice, su quello del 187 e su quello di Telecom non ho trovato nulla che permetta di capire come inoltrare un reclamo. Mi sembra evidente che Telecom non abbia perso l’abitudine di trattare gli utenti come sudditi asserviti, con un’arroganza da monopolista: a proposito, prima di sottoscrivere una strepitosa e vantaggiosissima offerta, occhio agli asterischi, alle note e ai “Per saperne di più” per valutare i reali vantaggi.

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