Prendo atto del fatto che il ministro Gelmini non intende mollare di un centimetro sulla questione dell’ora di religione (cattolica): l’articolo di Repubblica.it spiega che

Secondo il ministro, va “garantita agli insegnanti della religione cattolica la stessa situazione, le stesse condizioni degli altri insegnanti”.

Il ministro continua però a tacere del fatto che gli insegnanti di religione non hanno superato un pubblico concorso, ma sono selezionati dai vescovi e pagati con i soldi dello Stato italiano, non del Vaticano. Sorge il dubbio che lo stesso ministro sia informato di questa situazione, o più in generale che sappia qualcosa del mondo della scuola, viste le sue recenti dichiarazioni: se infatti può essere vero che

125.000 persone sono entrate nelle graduatorie e altrettante sono state chiamate a fare supplenze brevi senza aver superato concorsi

è sicuramente anche vero che i concorsi non sono stati banditi e che le abilitazioni, con gli inserimenti nelle graduatorie, sono avvenute per legge.

Quindi mi chiedo, e chiedo al ministro Gelmini: gli insegnanti di religione, che non hanno mai superato un concorso, rientrano tra i “cattivi” 125.000 oppure no? O dobbiamo pensare che “cattivi” siano solo i precari, resi tali dallo Stato che non ha bandito i concorsi, che ha creato e poi cancellato le SSIS, che ha inventato le graduatorie a quattro fasce, che ha emanato leggi come quella per i corsi-concorsi abilitanti (legge 143/04, art. 2: chi c’era al governo nel 2004?), che ha permesso ai neolaureati di superare i “precari storici”…

Sono veramente stanca di questa mistificazione sistematica dei fatti, di questa deformazione costante della realtà, di questa propaganda disinformativa che somiglia tanto a un lavaggio del cervello di massa.

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