Mons. Fisichella ci ricorda le nozioni di base della biologia, mostrando come possono coniugarsi con principi filosofici relativi all’etica:

[…] non possono esserci giustizia e sviluppo, se non sono intrise di verità.

Temo che questo implichi che di verità ce n’è una sola, una vera verità che brilla sopra tutte le altre, offuscandole fino a farle sparire. In questa logica, mi sembra naturale che la parola “relativismo” sia assurta al rango di parolaccia e di insulto.

Negare la complessità e voler ridurre ogni cosa a una semplicità preconfezionata può sembrare una strategia efficace di soluzione dei problemi, ma è solo un mettere la testa sotto la sabbia.

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