Mi hanno insegnato, tempo fa, che le parole sono pietre: è un concetto che ho fatto mio. Le parole sono lo strumento principale per modellare l’opinione della gente: è sufficiente usarle con intelligenza, lasciarne cadere una qua e là con costanza, e nel tempo si vedranno i risultati.

Adesso le parole che ricorrono sono “Nord” e “Sud”. Le sentiamo dappertutto, anche grazie alle proposte della Lega, che solo in apparenza sono ridicole, scandalose, o quel che si vuole: dall’esame di dialetto all’inno di Mameli, dai gonfaloni regionali al federalismo fiscale e a tutte le altre che si sono sentite perfino sotto il sole di agosto. La mia impressione è che il vero obiettivo di tutto questo polverone leghista sia abituarci a pensare come “normale” una contrapposizione Nord – Sud, a forza di sentirci ripetere quelle due piccole paroline. L’obiettivo vero mi sembra che sia arrivare a una vera e propria secessione, utilizzando gli stessi brillanti criteri che si sono già sperimentati con Alitalia: di qua i buoni, liberi tutti, di là i cattivi, e si arrangino.

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