In Italia siamo troppo occupati dalle faccende interne, probabilmente, per accorgerci che nel mondo succedono cose che meriterebbero molta attenzione.

Mi riferisco a notizie quasi smorzate nei toni: il caso della donna “giustiziata” perchè distribuiva Bibbie, illegali nel suo Paese, la Corea del Nord. Le T-shirt dei soldati israeliani, di cui si parlò molto a marzo scorso e di cui non si sa più nulla. Le morti causate da una legge integralista contro l’aborto in Nicaragua.

L’articolo del Guardian dice che nell’ultimo anno in Nicaragua sono morte 33 donne e ragazze incinte (e che questa cifra è probabilmente sottostimata), mentre veniamo a sapere dall’Osservatore Romano che nel mondo sono morte 29 donne a causa della RU486: dal momento che la pillola è commercializzata nel mondo dagli anni 80, mi sembra legittimo dedurre che una legge integralista fa più morti del farmaco. Non dovrebbe morire nessuno, per legge, per credo religioso o per colpa di un farmaco, ma se paragoniamo i numeri e se la matematica non è un’opinione, possiamo pensare che sia più opportuno mettere al bando le leggi integraliste come quella vigente in Nicaragua.

L’Agenzia per il Farmaco ha approvato la commercializzazione della RU486. Speriamo di riuscire a scansare l’Argentina, per il momento almeno col Nicaragua ce l’abbiamo fatta.

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