Lo ammetto: sono una persona curiosa. E perciò, tutte le volte che in televisione (o sui media in generale) vedo comparire un esperto in qualcosologia, mi chiedo: ma chi sarà mai questo individuo? Perchè hanno chiamato proprio costui? In genere la risposta è: “Si tratta di un cattedratico, insegna Qualcosologia all’università TalDeiTali”. Ma quanti altri cattedratici insigni esistono e non vengono interpellati? Qual è il criterio in base al quale si decide di consultare questo e non quell’altro? Mistero.

In realtà, degli esperti chiamati a dire la loro sulle più svariate questioni si sa ben poco: molti diventano famosi DOPO essere apparsi sui media in più occasioni. Molto spesso non citano documenti, prove o fatti, ma esprimono opinioni, che guarda caso poi divengono punti di riferimento. Siamo troppo abituati a essere passivi davanti a chiunque ci offra informazioni, soprattutto se vengono dalla TV, e ancora di più se vengono da “mamma RAI” (e questa definizione è già molto interessante). Non ci facciamo domande, ascoltiamo, assimiliamo, e basta.

C’è un esempio che mi torna in mente da mesi: il caso drammatico di Eluana Englaro. Premesso che nutro il rispetto più assoluto nei confronti della famiglia Englaro e anche verso la signora Margherita Coletta, vedova di un carabiniere morto a Nassirya nel 2003, continuo a pensare al senso delle dichiarazioni da lei rese all’epoca dei fatti, riportate su L’Avvenire del 4 febbraio 2009 e rimbalzate prontamente su tutti i media. A che titolo veniva riportata la sua opinione? Che peso scientifico poteva avere? Essere vedova di una vittima di Nassirya le conferiva forse un’autorevolezza e una speciale competenza in materia, oppure è stata semplicemente strumentalizzata per corroborare una metà dell’opinione italiana spaccata in due?

La classe dei Signori Nessuno è vasta e presenta diverse sfumature: meriterà qualche approfondimento.

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